Donne – Novità in biblioteca marzo 2013

persepolis

Marjane Satrapi

Persepolis

La storia di una donna e di un paese: l’Iran, ai tempi dello Scià e del regime integralista di Khomeini. Nel 1984, a quindici anni, Marjane Satrapi è costretta a lasciare Teheran. Ma prima a Vienna e poi a Parigi vive, tra mille contraddizioni, il senso di sradicamento che sempre accompagna ogni esule. I soprusi dei pasdaran, gli oppositori eliminati, le donne aggredite perché indossano i jeans, nello sguardo naif di una ragazzina che impara a conoscere il mondo.

tina

Pino Cacucci

Tina

Una biografia ma anche un romanzo. L’avventura di una donna, un’artista, una rivoluzionaria di bellezza e fascino straordinari, amica e amante di artisti, cittadina del mondo che consacrò la vita ad arte e rivoluzione.

zanardo

Lorella Zanardo

Il corpo delle donne

“Immaginavo che le mie parole sarebbero giunte alle ragazze italiane, era a loro che volevo arrivare. Sentivo sulla mia pelle l’umiliazione di essere accucciata sotto un tavolo. Sentivo nella mia carne il sopruso della telecamera che frugava il nostro corpo. Soltanto attraverso la comprensione profonda, e di conseguenza l’assunzione totale della vergogna e del dolore per come eravamo rappresentate, sarebbe stato possibile scrivere un testo per stimolare domande, per educare e finalmente cambiare”.

Perforzaoperamore

Simona De Luna (a cura di)

Per forza o per amore. Brigantesse dell’italia postunitaria

Le ricerche sul brigantaggio postunitario negli anni 1860-1870 hanno messo in risalto le figure di capi, affiliati e manutengoli delle viarie bande che imperversarono in Italia meridionale, ma hanno lasciato nell’ombra le donne che, per forza o per amore, ne condivisero la sorte, assurgendo spesso al ruolo di protagoniste sia negli scontri sanguinosi con i gendarmi che nella dura vita dei boschi. Non poche di esse si distinsero per coraggio, animosità e durezza, emergendo a volte al rango di capibanda. Qualcuna entrò addirittura nella leggenda, come Maria Oliverio, bella e spietata, di cui si favoleggiava non solo tra la gente delle campagne, ma tra le stesse fila dei soldati che la combattevano, tanto che le sue imprese divennero fantastica materia di racconto per i cantastorie. Nel darsi alla macchia le brigantesse si affrancavano dalla subalternità familiare e facevano le prime prove di un’emancipazione che neppure oggi può dirsi del tutto compiuta.

migliucci

Debora Migliucci, Maria Costa

Breve storia delle conquiste femminili nel lavoro e nella società italiana

Il volume ripercorre le tappe storiche e legislative della parità tra donne e uomini nella società e nel lavoro. La ricostruzione considera sia il piano normativo sia quello culturale, essendo il percorso di donne e uomini storicamente condizionato dall’intrecciarsi dei due livelli. Vuole essere una “perla” di riflessione sul percorso verso la parità compiuto fino a qui, e un tributo alla memoria delle sindacaliste che hanno contribuito a scrivere la storia del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici dal dopoguerra ai giorni nostri.

lunadei

Simona Lunadei (a cura di)

E’ brava, ma… donne nella Cgil (1944-1962)

Attraverso l’intreccio tra la memoria delle protagoniste e le fonti a stampa e documentarie, il volume disegna una prima ricostruzione delle politiche sindacali nei confronti delle lavoratrici e rileva le trasformazioni della soggettività di quante hanno fatto della militanza nel sindacato una scelta esistenziale, oltre che politica: per continuare il proprio impegno nato nell’antifascismo e nella Resistenza con l’ambizione di costruire relazioni “nuove” tra uomini e donne. Il faticoso equilibrio tra l’impegno nel sindacato e la cura familiare, l’orgoglio per un’appartenenza che emancipa e, al tempo stesso, fa sentire inadeguate le donne in un contesto costruito da uomini, la difficoltà di instaurare relazioni significative con le lavoratrici, ricorrono con forza nelle oltre quaranta testimonianze raccolte, vere e proprie “storie di vita”. Non una storia al femminile del sindacato in Italia, ma uno sguardo diverso, che formulando nuove domande a donne e uomini segna il possibile inizio di una tradizione attenta alla complessità dei soggetti.

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Tiziana Frenquelli

Donne di terra, donne di mare. Il lavoro invisibile tra ‘800 e ‘900

Conoscere il passato, la storia della condizione femminile e del lavoro “invisibile” delle donne, costringe a chiedersi come e perché a distanza di tempo e in contesti radicalmente diversi, possano riaffiorare (sotto le false spoglie della modernità) aspetti arcaici del rapporto tra i sessi, trasmessi da un sistema culturale e mediatico che, implicitamente e subdolamente, li propone come modello. Nelle fabbriche invisibili di tante donne, il lettore può ritrovare volti familiari e ricordi sfocati nel tempo… tutto il sapore di un passato che intimamente ci appartiene.

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Rossana Rossanda

La ragazza del secolo scorso

“Questo non è un libro di storia. È quel che mi rimanda la memoria quando colgo lo sguardo dubbioso di chi mi è attorno: perché sei stata comunista? perché dici di esserlo? che intendi? senza un partito, senza cariche, accanto a un giornale che non è piú tuo? è una illusione cui ti aggrappi, per ostinazione, per ossificazione? Ogni tanto qualcuno mi ferma con gentilezza: “Lei è stata un mito!” Ma chi vuol essere un mito? Non io. I miti sono una proiezione altrui, io non c’entro. Mi imbarazza. Non sono onorevolmente inchiodata in una lapide, fuori del mondo e del tempo. Resto alle prese con tutti e due. Ma la domanda mi interpella. La vicenda del comunismo e dei comunisti del Novecento è finita cosí malamente che è impossibile non porsela. Che è stato essere un comunista in Italia dal 1943? Comunista come membro di un partito, non solo come un momento di coscienza interiore con il quale si può sempre cavarsela: “In questo o in quello non c’entro”. Comincio dall’interrogare me. Senza consultare né libri né documenti ma non senza dubbi. Dopo oltre mezzo secolo attraversato correndo, inciampando, ricominciando a correre con qualche livido in piú, la memoria è reumatica. Non l’ho coltivata, ne conosco l’indulgenza e le trappole. Anche quelle di darle una forma. Ma memoria e forma sono anch’esse un fatto tra i fatti. Né meno né piú”.

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Laura Billi (a cura di)

Donne che raccontano il lavoro. Testimonianze sul lavorare femminile fra il dopoguerra e il nuovo millennio

Il libro è frutto di una raccolta di interviste eseguite negli anni 2007-2009. Le registrazioni delle testimonianze hanno avuto luogo in gran parte presso le sedi dello SPI CGIL di Pistoia, Montecatini e Pescia, alcune nelle stesse abitazioni delle donne intervistate.

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